Dimensioni:
190x60x60 cm.scultura in bronzo patinato, ottone con bagno d'oro, tronco in legno di sughero, base in ferro, firmata.
Luca Zanchi, nato a Roma nel 1977, si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e si è successivamente specializzato in Scultura presso il Dipartimento di Belle Arti dell’Università di Salamanca, sotto la guida di Fernando Sinaga. Ha inoltre conseguito un Master in Storia dell’Arte Contemporanea e Cultura Visuale presso il Museo Reina Sofia di Madrid. Borsista Fulbright, ha ottenuto il dottorato in Studi Culturali presso la State University of New York at Stony Brook.
La sua pratica artistica e quella teorica sono entrambe caratterizzate da un’attenzione costante agli stati modificati di coscienza e al confronto tra la dimensione arcaica del mito arcaico e fenomeni artistici contemporanei.
Nelle opere di Luca Zanchi, la meraviglia e lo stupore abitano il territorio dell’improbabile, ma anche quello del mostruoso: una dimensione che sfugge a qualsiasi modello culturale consolidato. Le sue sculture nascono dall’esperienza radicale dell’essere sopraffatti — da un punto di rottura emotiva che diventa matrice generativa dell’immagine. Il desiderio di Zanchi di tradurre le proprie visioni in figure mitiche affonda le radici in una lunga e personale esplorazione dei miti e degli archetipi. Tuttavia, all’origine di tutto vi è sempre un’esperienza limite. Le sue statue, sensuali e ammalianti, quando vengono toccate sembrano quasi pulsare, respirare, come solo possono fare i sopravvissuti — coloro che hanno intravisto il nostro mondo sensibile e materiale da una dimensione altra. Nel suo libro The Force of Character and the Lasting Life, Hillman osserva che è solo quando l’ego si spezza — quando la depressione ci opprime, quando ci scopriamo incapaci di reagire e disorientati — che qualcosa comincia a muoversi dentro di noi e iniziamo a percepirlo come anima. Le sculture di Zanchi appaiono profondamente impregnate di questa anima rinnovata.
Luca Zanchi, nato a Roma nel 1977, si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e si è successivamente specializzato in Scultura presso il Dipartimento di Belle Arti dell’Università di Salamanca, sotto la guida di Fernando Sinaga. Ha inoltre conseguito un Master in Storia dell’Arte Contemporanea e Cultura Visuale presso il Museo Reina Sofia di Madrid. Borsista Fulbright, ha ottenuto il dottorato in Studi Culturali presso la State University of New York at Stony Brook.
La sua pratica artistica e quella teorica sono entrambe caratterizzate da un’attenzione costante agli stati modificati di coscienza e al confronto tra la dimensione arcaica del mito arcaico e fenomeni artistici contemporanei.
Nelle opere di Luca Zanchi, la meraviglia e lo stupore abitano il territorio dell’improbabile, ma anche quello del mostruoso: una dimensione che sfugge a qualsiasi modello culturale consolidato. Le sue sculture nascono dall’esperienza radicale dell’essere sopraffatti — da un punto di rottura emotiva che diventa matrice generativa dell’immagine. Il desiderio di Zanchi di tradurre le proprie visioni in figure mitiche affonda le radici in una lunga e personale esplorazione dei miti e degli archetipi. Tuttavia, all’origine di tutto vi è sempre un’esperienza limite. Le sue statue, sensuali e ammalianti, quando vengono toccate sembrano quasi pulsare, respirare, come solo possono fare i sopravvissuti — coloro che hanno intravisto il nostro mondo sensibile e materiale da una dimensione altra. Nel suo libro The Force of Character and the Lasting Life, Hillman osserva che è solo quando l’ego si spezza — quando la depressione ci opprime, quando ci scopriamo incapaci di reagire e disorientati — che qualcosa comincia a muoversi dentro di noi e iniziamo a percepirlo come anima. Le sculture di Zanchi appaiono profondamente impregnate di questa anima rinnovata.
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