Lotto N. 162
Ippolito Caffi
Belluno 1809 - Lissa 1866
Dimensioni:
37,9x45 cm."Veduta del Foro con Campo Vaccino", olio su tela, entro cornice.
Il dipinto è corredato da una scheda critica a cura della Dott.ssa Annalisa Scarpa.
"In questa rarefatta composizione il Caffi posiziona a discreta altezza il suo cavalletto e punta il suo sguardo verso quell'area del Foro Romano, retrostante al Campidoglio, denominata sin dall'antichità Campo Vaccino ed in cui tradizionalmente pascolavano le vacche e si svolgeva il mercato Boario. Sarebbe rimasto così, con le colonne romane interrate, ancora per poco: nel 1870 infatti iniziarono i lavori di scavo di Pietro Rosa che portarono alla luce un gran numero di monumenti e reperti e cambiarono di colpo la morfologia del luogo. Ai tempi del nostro pittore questa spianata era prevalentemente luogo di passeggio e di transito.
Nel dipinto del Caffi, spogliato di ogni riferimento a buoi o mercati, il luogo inquadrato diventa uno spazio scenico semivuoto e quasi astratto, sul cui terreno polveroso alcune figure stilizzate, erette come soldatini di piombo, vagano in avanti verso una meta imprecisata in direzione Campidoglio. Dell'antico campo rimangono però ben visibili i lecci sempreverdi, quegli stessi che abbiamo potuto studiare, alti, verdissimi e fronduti anche nel Campo Vaccino di Paolo Anesi, dipinto però un centinaio di anni prima.
Sulla sinistra della composizione è visibile il profilo puntuto della chiesa di Santa Maria Liberatrice al Foro Romano, mentre le tre colonne disposte perpendicolarmente appartengono al tempio dei Dioscuri. In fondo a destra, sotto ai lecci, scorgiamo la sagoma dell'arco di Settimio Severo mentre dinanzi a noi, nell'azzurro chiaro del cielo, svetta la Torre Campanaria del Palazzo del Campidoglio." Annalisa Scarpa
Il dipinto è corredato da una scheda critica a cura della Dott.ssa Annalisa Scarpa.
"In questa rarefatta composizione il Caffi posiziona a discreta altezza il suo cavalletto e punta il suo sguardo verso quell'area del Foro Romano, retrostante al Campidoglio, denominata sin dall'antichità Campo Vaccino ed in cui tradizionalmente pascolavano le vacche e si svolgeva il mercato Boario. Sarebbe rimasto così, con le colonne romane interrate, ancora per poco: nel 1870 infatti iniziarono i lavori di scavo di Pietro Rosa che portarono alla luce un gran numero di monumenti e reperti e cambiarono di colpo la morfologia del luogo. Ai tempi del nostro pittore questa spianata era prevalentemente luogo di passeggio e di transito.
Nel dipinto del Caffi, spogliato di ogni riferimento a buoi o mercati, il luogo inquadrato diventa uno spazio scenico semivuoto e quasi astratto, sul cui terreno polveroso alcune figure stilizzate, erette come soldatini di piombo, vagano in avanti verso una meta imprecisata in direzione Campidoglio. Dell'antico campo rimangono però ben visibili i lecci sempreverdi, quegli stessi che abbiamo potuto studiare, alti, verdissimi e fronduti anche nel Campo Vaccino di Paolo Anesi, dipinto però un centinaio di anni prima.
Sulla sinistra della composizione è visibile il profilo puntuto della chiesa di Santa Maria Liberatrice al Foro Romano, mentre le tre colonne disposte perpendicolarmente appartengono al tempio dei Dioscuri. In fondo a destra, sotto ai lecci, scorgiamo la sagoma dell'arco di Settimio Severo mentre dinanzi a noi, nell'azzurro chiaro del cielo, svetta la Torre Campanaria del Palazzo del Campidoglio." Annalisa Scarpa
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