Lotto N. 133  

Francesco Salviati, bottega di

fine XVI Sec.
Dimensioni:
96.5x76 cm.
"Ritratto del cardinale Bernardo Salviati", olio su tavola.

Provenienza: Collezione Salviati, Firenze (come da catalogo della Fondazione Federico Zeri); Roma, Finarte, 11 novembre 1980, Asta n. 352; Collezione privata romana

Bernardo Salviati (1508–1568), appartenente alla potente famiglia fiorentina dei Salviati e imparentato con i Medici, fu una figura di primo piano nella diplomazia e nella politica ecclesiastica del XVI secolo. Creato cardinale nel 1561 da papa Pio IV, ricoprì importanti incarichi nella Curia romana, svolgendo un ruolo significativo nelle dinamiche religiose e politiche del suo tempo. Il prestigio della sua famiglia e la posizione di rilievo da lui ricoperta favorirono una precoce diffusione della sua immagine attraverso ritratti ufficiali e successive repliche.
Il dipinto raffigura il cardinale a mezza figura, seduto con il busto leggermente ruotato e lo sguardo rivolto verso l’osservatore. Il prelato è colto in un atteggiamento solenne e composto: nella mano tiene un rotolo di carta, mentre sul tavolo accanto è posata una piccola campanella. Tali elementi, oltre a sottolineare la dignità della figura religiosa, alludono alle sue funzioni amministrative e giuridiche, contribuendo a definire l’immagine di un uomo investito di responsabilità istituzionali. Al contempo essi accentuano la dimensione cerimoniale della carica ecclesiastica, evocando il rango e le prerogative di governo del personaggio.
Dal punto di vista iconografico, questa tipologia di ritratto di prelato seduto a mezza figura si inserisce pienamente nella tradizione della ritrattistica rinascimentale romana e fiorentina. Il modello compositivo trova uno dei suoi precedenti più autorevoli nei ritratti di pontefici e cardinali dipinti da Raffaello negli anni dieci del XVI secolo, prototipi destinati a grande fortuna nella ritrattistica papale e cardinalizia del Cinquecento e largamente ripresi dagli artisti manieristi per raffigurare prelati di alto rango, titolari di importanti cariche e di una significativa autorità spirituale e temporale.
L’opera è riferibile alla bottega di Francesco Salviati e databile alla seconda metà del XVI secolo. L’importanza del personaggio e la notorietà della versione originaria realizzata dal maestro determinarono già nel corso del Cinquecento una considerevole diffusione del modello, da cui derivarono numerose repliche e varianti eseguite in epoche diverse, su differenti supporti e con livelli qualitativi variabili.
06/04/2026 23:53:07
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